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Come riconoscere il Prosciutto di San Daniele DOP?

Il Prosciutto di San Daniele DOP è riconoscibile a prima vista. La sua forma a chitarra allungata e piatta, con lo zampino integro, è il primo elemento distintivo, frutto della pressatura a cui viene sottoposta ogni coscia durante la lavorazione. Nessun altro prosciutto italiano presenta questa sagoma: è una firma visiva immediata e inconfondibile.

Lo zampino non è solo un tratto estetico, ma svolge due funzioni precise: favorisce la fuoriuscita dell’umidità e contribuisce alla corretta maturazione della carne.
Insieme alla cotenna e allo stucco, forma un sistema di protezione naturale che preserva la morbidezza e il profumo del prosciutto nel tempo.

Al termine del processo produttivo, solo le cosce che superano tutti i controlli previsti dal Disciplinare ricevono il marchio a fuoco, segno visibile e definitivo della certificazione DOP. Un atto che avviene dopo almeno 400 giorni di stagionatura, quando ogni prosciutto ha espresso pienamente il suo carattere nella forma, nel profumo e nel sapore.
Sulle confezioni preaffettate, la garanzia si estende anche alla tracciabilità. Oltre al marchio DOP e al logo del Consorzio, ogni vaschetta riporta un QR code univoco: inquadrandolo, il consumatore accede a tutte le informazioni sul prodotto. Anche la trasparenza è parte integrante della qualità.

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Due soli ingredienti per garantire l’eccellenza

Il Prosciutto di San Daniele DOP nasce dall’incontro di due materie prime: cosce di suino provenienti da animali nati, allevati e macellati in allevamenti certificati di 10 regioni del centro-nord Italia, e sale marino delle saline dell’Italia meridionale.
A trasformare questi ingredienti in un prodotto unico è il microclima di San Daniele del Friuli, caratterizzato dall’incontro tra venti miti e freschi.
Il risultato è uno dei prodotti d’eccellenza più riconosciuti della salumeria italiana DOP.

Il vocabolario del Prosciutto di San Daniele

Anchetta

Parte di osso dell’anca, visibile nella porzione di prosciutto intero non coperta dalla cotenna.

Cotenna

È la pelle di suino essiccata che riveste la coscia. Svolge una funzione di protezione durante la stagionatura, preservando la carne interna dagli agenti esterni.

Culatta

È l’estremità laterale della coscia. Corrisponde anatomicamente al gluteo del suino.

DOP

È la certificazione di tutela giuridica dell’Unione Europea che certifica i prodotti le cui caratteristiche dipendono in modo determinante dal territorio di origine e da un Disciplinare di Produzione che stabilisce regole per materie prime, lavorazione, affettamento e tutela del marchio.

DOT (o PSD)

È la sigla impressa sulla coscia intera del prosciutto che riporta il giorno, il mese e l’anno di inizio lavorazione nello stabilimento produttivo. Dalla DOT si ricava con esattezza la durata dell’affinamento del prosciutto.

Fiocco

È la parte più magra della coscia, situata nella porzione opposta rispetto alla culatta. Restituisce una fetta dal profilo magro e un sapore più marcato e intenso.

Gambetto

Chiamato anche stinchetto, è la parte finale e più stretta della coscia, zampino escluso.

Noce

È l’osso tondeggiante che sporge dalla porzione di prosciutto intero non coperto dalla cotenna.

Punta

È la parte anteriore del prosciutto, opposta allo zampino.

Stucco

È l’impasto applicato sulla parte muscolare scoperta della coscia per proteggerla. Composto da grasso di suino e farina (nella maggior parte dei casi di riso, per rendere il prodotto gluten free).

Sugna

È il rivestimento protettivo applicato all’inizio e durante la stagionatura sulla parte della coscia non coperta dalla cotenna per proteggerla e ammorbidirla.

Zampino

È la parte terminale della coscia che include il “piede” del suino.

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L’arte dell’affettatura

Affettare il Prosciutto di San Daniele DOP nel modo corretto significa assicurarsi che ogni fetta esprima pienamente il proprio sapore equilibrato. Che si usi il coltello o un’affettatrice, ecco qualche consiglio per tagliarlo, conservarlo e gustarlo sempre al meglio, anche a casa.

Taglio a mano con coltello

Il taglio a mano richiede due coltelli: uno corto e robusto per rimuovere la cotenna, e uno lungo e sottile per affettare. Oltre a questo, sono necessarie una morsa per stabilizzare la coscia e una forchetta come supporto durante il taglio.
Si inizia rimuovendo cotenna, stucco e anchetta solo nella zona da affettare, lasciando il resto intatto. Con il prosciutto ben fissato nella morsa e la parte pulita rivolta verso l’alto, si procede poi con movimenti orizzontali continui e leggeri, da destra a sinistra. Il coltello non va premuto: si lascia scorrere. Si affetta fino all’osso femorale, eliminando progressivamente cotenna e stucco man mano che si avanza. Raggiunto l’osso, il prosciutto viene girato sul lato del fiocco. Infine, si ripulisce la nuova superficie e si riprende l’affettatura fino a completamento.

Affettamento a macchina

Per tagliare il Prosciutto di San Daniele con l’affettatrice sono necessari due strumenti: la macchina, manuale o elettrica, e un coltello da scotenno robusto e a lama corta.
Prima di procedere, la coscia deve essere disossata e privata della cotenna e dello stucco superficiale nelle parti da affettare.
Con la coscia preparata, si posiziona il prosciutto sull’affettatrice dal lato scotennato e si inizia ad affettare, procedendo con regolarità fino a ottenere fette sottili e omogenee.

Come conservarlo?

Per mantenere invariati il sapore e gli aromi del San Daniele DOP anche a casa, la corretta conservazione è fondamentale. Ogni formato ha le proprie accortezze, tutte pensate per preservare intatte le qualità organolettiche del prodotto fino all’ultimo assaggio.

Affettato al banco fresco

Il Prosciutto di San Daniele acquistato affettato al banco si riconosce da una buona copertura di grasso ai bordi e all’interno della fetta, e da un colore rosato delicato.
Per mantenere queste caratteristiche nel tempo, è importante che le fette siano disposte senza sovrapporsi, che vengano confezionate in modo delicato per evitare che si schiaccino o si ripieghino, e che ogni strato sia separato da un foglio di carta apposita.
L’ideale è consumarlo entro poche ore dall’acquisto, o comunque entro le dodici ore. Nel frattempo, va conservato in frigorifero a una temperatura compresa tra +1°C e +7°C.

Vaschette di preaffettato

Le vaschette di preaffettato vanno conservate in frigorifero tra +1°C e +7°C e aperte qualche minuto prima del consumo, poiché il breve riposo a temperatura ambiente permette al prosciutto di esprimere al meglio i suoi profumi. Il tempo massimo di conservazione con la confezione integra e chiusa, sempre riportato sulla confezione stessa, è di 120 giorni.

Intero con osso

Il prosciutto intero con osso va conservato in un luogo fresco e asciutto, a una temperatura compresa tra i 15 e i 20°C. Una volta iniziato il taglio, è sufficiente coprire la superficie esposta con della pellicola trasparente e riporre il prosciutto in frigorifero. In questo caso, si consiglia di consumarlo entro un mese. Ogni volta che si riprende a tagliare, è buona norma scartare la prima fetta poiché, essendo in superficie, tende a ossidarsi e asciugarsi più rapidamente delle successive.

Disossato intero o in tranci

Dopo aver estratto il prosciutto dalla confezione sottovuoto e tagliato, si ricopre la superficie di taglio con pellicola trasparente per evitare che assorba odori esterni, e lo si ripone in frigorifero tra +1°C e +7°C. La soluzione ottimale è porzionare il disossato in due o tre tranci e confezionarli singolarmente sottovuoto: in questo modo la fragranza si mantiene più a lungo. Con la confezione ancora integra in frigorifero, il prodotto si conserva fino a sei mesi. Anche in questo caso, quando si riprende l’affettatura si consiglia di scartare la prima fetta.

Un codice QR per scoprire l’origine delle vaschette

Da giugno 2019 il Consorzio gestisce direttamente un sistema di tracciabilità digitale applicato a ogni confezione di Prosciutto di San Daniele pre-affettato. Su ciascuna vaschetta è presente un codice QR univoco: inquadrandolo con lo smartphone, il consumatore accede in tempo reale a tutte le informazioni certificate relative alla specifica confezione e a tutti i dettagli della filiera produttiva. Le informazioni disponibili sono:

  • Certificazione del prodotto
  • Origine: 100% italiana
  • Durata della stagionatura
  • Data di affettatura
  • Ingredienti
  • Peso
  • Luogo di affinamento
  • Luogo di affettatura>

Il QR code apposto sulla confezione è oggi parte integrante della garanzia di massima trasparenza sull’intera filiera del Prosciutto di San Daniele DOP.

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