Territorio

Un legame indissolubile che attraversa i secoli

Il microclima di San Daniele del Friuli è una condizione produttiva riconosciuta dal Disciplinare di produzione DOP e, prima ancora, dalla storia secolare di questo luogo.
Il legame tra il Prosciutto di San Daniele e il suo territorio d’origine è talmente determinante da essere stato riconosciuto dallo Stato italiano già nel 1970, e successivamente dall’Unione Europea nel 1996 con l’attribuzione della Denominazione di Origine Protetta, che certifica che le caratteristiche del Prosciutto di San Daniele dipendono in modo essenziale dal luogo in cui viene prodotto.

Tra l’Adriatico e le Alpi, un ecosistema irripetibile

San Daniele del Friuli sorge su un colle morenico, lambita dal fiume Tagliamento e a metà strada tra le Prealpi Carniche e il Mar Adriatico. È proprio questa posizione a rendere unica la cittadina: le brezze tiepide e salmastre che risalgono dal litorale incontrano i venti freddi che soffiano da nord-est, generando una ventilazione leggera e costante, ideale per la stagionatura dei prosciutti.

Anche il suolo contribuisce in modo determinante all’ecosistema della zona. La sua origine morenica gli conferisce una forte capacità igroscopica, che permette di assorbire e drenare l’umidità in modo naturale, modulando le condizioni ambientali senza intervento esterno. Dall’interazione tra il suolo e le brezze scaturisce un microclima unico e limitato a questo contesto geografico, caratterizzato da una delicata ventilazione permanente e da un’umidità naturalmente controllata.

Il paesaggio che circonda San Daniele completa questo equilibrio in modo suggestivo. Estesi boschi di latifoglie con querce, robinie, frassini castagni e carpini, radure a prato e coltivazioni a mais e cerealicole costituiscono il contorno di una zona ricca di corsi d’acqua e laghi. Un ambiente che non fa solo da cornice, ma è parte attiva e integrante dell’equilibrio che, da secoli, rende possibile la stagionatura del Prosciutto di San Daniele.

Il fiume Tagliamento: un termoregolatore naturale

Con i suoi 170 chilometri di lunghezza, il Tagliamento è uno dei pochi fiumi alpini in Europa ad aver conservato la morfologia originaria a canali intrecciati.
Un sistema dinamico, che si modifica continuamente in funzione del volume d’acqua e delle condizioni meteorologiche: penetrando nel terreno e riemergendo, infatti, plasma l’ecosistema circostante in modo unico.

La sua presenza influenza in modo diretto il microclima di San Daniele, fungendo da vero e proprio termoregolatore. Regola infatti il flusso delle correnti d’aria che si incontrano nella zona, bilancia la temperatura e mantiene l’umidità dell’aria a livelli costanti e ottimali per la stagionatura del Prosciutto.

Per tutte le funzioni naturalmente indispensabili e per l’influenza che svolge nella produzione del San Daniele DOP, la tutela del Tagliamento è uno degli impegni centrali del Consorzio, che da sempre si oppone alla realizzazione di opere invasive lungo il suo corso, sostenendo inoltre la candidatura del fiume a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

È così che nasce il saldo legame tra prodotto e territorio.
Perché San Daniele del Friuli non è semplicemente il luogo in cui il prosciutto viene prodotto, ma il motivo per cui possiede un sapore, una consistenza e degli aromi introvabili in qualsiasi altro alimento.
Il Disciplinare di produzione DOP riconosce questo fondamentale legame e lo codifica sotto forma di una regola: nessuna fase della lavorazione può avvenire al di fuori del comune. Un vincolo che funge da garanzia per i produttori e per i consumatori.

La storia del Prosciutto di San Daniele

Il Prosciutto di San Daniele era conosciuto e apprezzato ancor prima che esistesse un quadro normativo a tutelarlo. Quando nel 1961 nacque il Consorzio, il lavoro dei suoi fondatori fu esattamente questo: mettere per iscritto e proteggere ciò che la storia aveva già dimostrato.

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XI–VIII sec. a.C.

Ritrovamenti archeologici nella Chiesa di San Daniele in Castello attestano l’uso del maiale nell’alimentazione già in epoca protostorica. È la prima traccia documentata del legame tra il territorio e la carne suina.

1063

Il Patriarca di Aquileia assegna a San Daniele il privilegio di attivare un mercato franco. L’attestazione più antica risale a quest’anno. Il privilegio viene confermato da Federico II nel 1232, consolidando San Daniele come centro commerciale del Friuli.

1453

Nel manoscritto De Conservanda Sanitate, conservato nella Biblioteca Guarneriana, il medico Geremia Simeoni consiglia il consumo delle “parti magre di porci domestici conservate sotto sale” come antipasto. È una delle prime menzioni documentati dell’uso del prosciutto a San Daniele.

1563

Le cronache del Concilio di Trento registrano che i prelati riuniti consumano “trenta paia di parsutti” provenienti da San Daniele, trasportati a dorso di mulo. Dodici di essi sono dono del Patriarca di Aquileia.

1798

Gli ufficiali dell’esercito napoleonico razziano grandi quantità di Prosciutto di San Daniele, insieme ai “gioielli” della Biblioteca Guarneriana.

1886

Dopo l’annessione del Friuli al Regno d’Italia, il Prosciutto di San Daniele inizia a essere distribuito in tutto il Regno e nelle corti europee.

1961

Nasce il Consorzio del Prosciutto di San Daniele. I fondatori pongono la registrazione del marchio al centro del progetto, con l’obiettivo di tutelare un prodotto già conosciuto dai consumatori ma esposto al rischio di contraffazioni.

1970

La Legge 4 luglio 1970, n. 507 sancisce la tutela della denominazione “Prosciutto di San Daniele” e stabilisce che le caratteristiche organolettiche del prodotto dipendono dall’ambiente e dai metodi di produzione. Per la prima volta, territorio e qualità sono legati per legge.

1972

Il Consorzio adotta il proprio marchio distintivo.

1976

Il terremoto del Friuli colpisce duramente San Daniele. La comunità e i prosciuttifici riprendono rapidamente le attività produttive.

1984

Approvata la legge che consente la produzione del San Daniele in tutto l’arco dell’anno. Fino al 1983 la lavorazione era limitata al solo periodo invernale.

1985

Al via la Prima edizione di Aria di Festa, manifestazione dedicata al Prosciutto di San Daniele che diventa presto appuntamento annuale di riferimento per il territorio e per il prodotto.

1990

La Legge 14 febbraio 1990, n. 30 rende obbligatorio il marchio a fuoco con la data di inizio lavorazione e ribadisce che le fasi di preparazione, salatura e stagionatura devono avvenire nel comune di San Daniele. Viene vietato l’uso improprio del nome.

1996

Il 12 giugno, con il Regolamento CE n. 1107/96, il Prosciutto di San Daniele ottiene la registrazione come Denominazione di Origine Protetta nell’ambito del primo elenco approvato dalla Commissione Europea. Nello stesso anno iniziano le prime spedizioni verso gli Stati Uniti.

2019

Viene introdotto il sistema di tracciabilità digitale univoca su ogni vaschetta di preaffettato: un codice QR individuale che consente al consumatore di accedere a tutte le informazioni certificate sulla filiera produttiva.

2020

Svolta storica per il Prosciutto di San Daniele. Il Consorzio aggiorna per la prima volta le regole di produzione della DOP, con interventi centrati sulla tutela del consumatore, sul welfare animale e sulla tutela del marchio DOP.

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